I cattolici di Terra Santa discutono di migranti e clericalismo

Si è parlato di migranti e di lotta al fenomeno del clericalismo nell’ultima assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa di cui fa parte anche il betharramita Pietro Felet. Nell’incontro dell’8 e del 9 ottobre tenutosi a Gerusalemme si è discusso innanzitutto dell’accoglienza dei migranti: in Giordania, Israele e Cipro i rifugiati sono 250mila la metà dei quali cristiani. «Questi migranti – si legge nel comunicato dell’assemblea – devono affrontare molte questioni (…), a volte sono soggetti a forme di schiavitù e persino costretti a scegliere la prostituzione come mezzo di sussistenza. La Chiesa cattolica ha il dovere di educare lo sguardo e il cuore dei suoi fedeli, formare parrocchie e comunità, a vedere nell’altro l’immagine di Dio e vivere come fratelli in Cristo». Gli ordinari cattolici hanno poi trattato il tema caldo del clericalismo definito «una caricatura della vocazione»: «La Chiesa – scrivono – non è un’élite. Gli abusi di ogni tipo, il modo di esercitare l’autorità e uno stile non conforme alla vocazione ricevuta hanno contribuito a riflettere sulla incoerenza di stile di vita».