«La pandemia c’ha insegnato che siamo tutti uguali»

di padre Egidio Zoia

 

Il vaccino  non è ancora pronto e la pandemia continua! E quando sarà pronto cosa accadrà?  Ora si vuol tornare alla normalità, si spera non a quella di prima per non avere risultati come la pandemia, che tutti vogliono evitare! Normalità deriva dalla parola ‘norma’ cioè legge, non indica una situazione di uguaglianza o di generalità delle cose, ma affinità alla legge, alla perfezione. Normalità per l’uomo è quindi perfezione del suo ‘essere uomo’, persona che ha un corpo e un’anima, che vive in relazione con gli altri, le cose, l’universo intero, pur rimanendo in un luogo specifico; uomo unico nella sua personalità, pur in mezzo a milioni di persone; irripetibile, ognuno col suo ruolo nella società, anche se vive tutta la sua vita sconosciuto e anonimo, è un valore a se stante, per il fatto steso che vive. L’uomo è il termine della creazione, o evoluzione se vogliamo, tutto è affidato a lui; ogni essere nato da donna ha diritto di vivere per il fatto stesso che è nato.

 

La pandemia non guarda in faccia nessuno, colpisce ormai in ogni angolo della terra; colpisce ovunque quasi per dire che ogni uomo è simile all’altro; il diverso è solo il più povero, il più fortunato è colui che non è colpito, o che, colpito, guarisce, ma non c’è differenza, se non nell’individualità: ognuno è se stesso, ma gli altri sono simili a me. Allora è proprio vero che la terra è la madre comune, che siamo tutti fratelli e sorelle; è vero che abbiamo un unico Padre; allora è vero che ci dobbiamo aiutare come i figli della stessa madre si aiutano tra di loro!

 

Uno può essere più intelligente dell’altro, ma in famiglia il più debole viene aiutato; uno può nascere buono, bello, bravo e lo è tanto più quando, crescendo, non disprezza, o meglio quando aiuta l’altro che non è buono, non è bello, non è bravo. Che merito ha uno se nasce in una famiglia ricca? Non ha piuttosto l’obbligo di aiutare il fratello che è nato in una famiglia povera? Il sano, in una famiglia, non si preoccupa forse del malato? In una famiglia, quando un figlio diventa ricco e non soccorre i famigliari che sono nel bisogno, non è forse considerato egoista?

 

Quante considerazioni si potrebbero aggiunger ancora.

 

Questa pandemia, che, speriamo stia dando l’ultimo colpo di coda, ci ha fatto capire che l’uomo è fragile, che siamo tutti uguali, che tutti viviamo sulla madre terra; perché allora la stessa pandemia, che ci ha fatto capire di avere la stessa madre Terra, non ci dovrebbe aiutare a guardare non più in basso o semplicemente all’orizzonte, ma ad alzare gli occhi e contemplare l’azzurro del cielo e intravedere il Padre comune di tutti, che, forse, avrebbe tante cose da suggerirci!