La pandemia non ferma il presepe di Roffia

Come passeremo questo Natale nessuno lo sa. Chissà se riusciremo a tenere a basa la curva pandemia e incontrarci con i nostri cari, almeno un poco, oppure l’emergenza sanitaria ci costringerà a tenere le distanze fra noi persino in quel giorno… Nell’incertezza che quest’anno circonda la festa della nascita di Gesù, nella parrocchia betharramita di Roffia una sicurezza c’è: il tradizionale presepio si farà. Lo ha deciso il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca che due settimane fa, proprio nella chiesa di San Michele, ha dato mandato agli artigiani locali di fare il presepio nei paesi, nelle chiese e nei luoghi pubblici, e ha benedetto le statuine di Gesù bambino che entreranno nelle rappresentazioni. Anche se a qualcuno sembra un po’ presto per pensare al Natale, in queste zone in realtà è tradizione che si inizi a costruire il presepe subito dopo il 4 ottobre (la festa di San Francesco di Assisi che del presepe fu appunto il fondatore), visto che costruire la natività può richiedere settimane. La parrocchia di Roffia ne è un esempio: da anni  esperti presepisti coordinati dal parroco padre Albino De Giobbi realizzano un presepe ricchissimo di particolari e dettagli che anche quest’anno verrà allestito e sarà un bel segno di speranza in questi tempi bui.