Makila: Garicoits e Bernadette, i due veggenti del Gave

di Ennio Bianchi

 

Padre Garicoïts seguiva con fiducia l’espandersi della congregazione. Era sostenuto – negli immancabili momenti difficili, e furono parecchi – dalla fede in Dio, al quale dava ogni merito dei successi e che considerava il vero fondatore, e dalla grande devozione alla Madonna. Ogni gesto, ogni azione, ogni opera del Padre era stata compiuta con lo sguardo ed il cuore fissi in Maria. E negli ultimi anni della sua vita fu chiamato degli eventi a testimoniare quanto amasse la Vergine e quanto si adoperasse per divulgarne la devozione.

 

Garicoïts conosceva da anni i Soubirous, famiglia di Bernadette: li aveva più volte incontrati (da loro si recava per avere la farina ed il pane per i seminaristi e la sua comunità) e da loro era molto stimato e ne era divenuto il confidente. Conosceva bene la semplicità, la trasparenza cristallina, la religiosità senza infingimenti di Bernadette.

 

Quando – nel 1858 – si parlò delle apparizioni di  Lourdes, Garicoïts non ebbe dubbi: erano vere. Ed ebbe un ruolo di primo piano nel convincere il vescovo di Tarbes (nella cui diocesi si trova Lourdes) della verità delle parole di Bernadette. Anzi fu il vescovo stesso a condurre da padre Garicoïts la veggente per un colloquio. Era convinto che il Padre (unanimemente ritenuto un profondo conoscitore di anime) avrebbe chiarito ogni dubbio.

 

L’incontro tra i “due veggenti del Gave” avvenne nell’estate del 1858: fu un lungo, sereno colloquio, dal quale il padre uscì confermato sulla verità delle apparizioni, convinzione che si consolidò in altri incontri con Bernadette. Garicoïts fu uno strenuo sostenitore del santuario di Lourdes, che aiutò a costruire con donazioni ingenti, raccolte da tutta la Congregazione. E al santuario si recò varie volte, sempre sostenuto da una profonda devozione a Maria, devozione che raccomandò sempre ai suoi come indissolubile da quella a Cristo incarnato.

 

La giornata terrena di Garicoïts volge al termine. Non si è mai risparmiato durante la sua vita: prima veniva Dio e la sua opera, il riposo e le cure potevano aspettare… Indebolito dall’intenso lavoro, la crisi lo coglie il 10 maggio del 1863. Pochi giorni, gli ultimi impegni, e all’alba del 14  – giorno dell’Ascensione – P. Garicoïts si spegne. Ha raggiunto la vetta più desiderata, quella del cielo, che ha sempre cercato fin da piccolo nelle scalate alle illusorie cime dei suoi monti.

 

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