di Ennio Bianchi
San Michele Garicoits, partendo dall’Incarnazione (che esprime il fondamentale atteggiamento del Sacro Cuore verso il Padre: l’offerta di se stesso) si ferma a contemplare, come conseguenza di questa offerta, cinque virtù: obbedienza, umiltà, amore, dedizione, dolcezza.
Nello scorso articolo di questa rubrica abbiamo parlato dell’obbedienza, ora ci soffermiamo sull’umiltà.
Ecco una sintesi della meditazione di san Michele su questo tema:
– l’umiltà ha reso possibile l’Eccomi di Gesù al Padre, che è durato tutta la vita
– l’Incarnazione ha “annientato” Il Verbo di Dio: si è fatto uomo per noi
– Gesù ha esortato i suoi discepoli ad imparare da lui, mite e umile di cuore
– Gesù rimane il modello – sia pure irraggiungibile – di umiltà e di umiliazione
– noi dobbiamo presentarci a Dio consapevoli del nostro “nulla” di creature
– abbiamo ricevuto la vita da Dio e da lui riceviamo ogni grazia di vita
– riconoscerci umili è essere nel giusto, nella nostra naturale posizione di creature
– nella nostra naturale posizione di esseri dipendenti da Dio in tutto
– dobbiamo sentire e vivere l’umiltà anche nelle relazioni con le altre persone
– è difficile per il nostro orgoglio vivere l’umiltà nelle relazioni con gli altri,
– ma Gesù ci ha dato l’esempio, mettendosi per tutta la vita al nostro servizio fino ad “annientarsi” – lui Dio – sulla Croce per la salvezza dell’umanità
– dobbiamo guardare al Figlio di Dio per vincere ogni superbia e vanagloria
– umiliarsi davanti a Dio ci rende simili al Cuore di Gesù, sempre dimentico di sé e ci apre – come lui – alle relazioni d’amore con le altre persone, redente da lui.
Leggi anche: L’obbedienza alla volontà del Padre

