Makila: per i cristiani il tempo è questo

di Ennio Bianchi

San Michele Garicoits – l’abbiamo sottolineato più volte – ci apre alla “spiritualità dell’Incarnazione”: essa si fonda sulla nostra contemplazione del Verbo che si è fatto carne e che si è messo al servizio dell’umanità.

Quindi: nessuna separazione tra contemplazione e missione per il cristiano. Dalla preghiera si attinge la luce per conoscere e discernere le domande del tempo e poi la forza per rispondere a queste domande per evangelizzare il nostro tempo.

Nessun dualismo tra la sfera del divino e dell’umano: all’origine e al fondamento dell’autentico cristianesimo vi è la realtà che il “Verbo si è fatto carne”.

Questa realtà unifica i due termini e “divinizza” la sfera dell’umano.

Essere nel mondo è la vocazione del discepolo di Cristo e il mondo è l’unico luogo dove si svolge la storia dell’uomo e dove si è chiamati a fare conoscere e crescere gli autentici valori spirituali umani e culturali.

Quindi: annuncio e testimonianza.

La “contemplazione” della Parola incarnata si concretizza in una “fede che ama la terra”, una fede senza limiti, che riconosce la terra ricca di valore sacro perché toccata dal Verbo incarnato.  Da allora Dio si manifesta nel mondo e nelle cose.

Il nostro Fondatore si è messo al servizio delle necessità del suo tempo (con la predicazione, le scuole, le missioni), consapevole della propria missione (e del suo istituto) per l’evangelizzazione, e interamente a disposizione di Dio e della storia.

E per lui le doti culturali ed umane erano altrettanto preziose: chiedeva per i giovani una solida formazione umana ed intellettuale, per farli diventare “virtuosi padri di famiglia” e saggi “amministratori della cosa pubblica”.

E – sottolineava – “il cuore e lo spirito” debbono essere formati ai valori della Parola di Dio.

E sull’esempio del Cuore di Cristo che ci ha mostrato il vero concetto dell’amore, che è dedizione, dimenticanza di se stesso, per “perdersi” nella volontà di Dio.

Per gli autentici cristiani si apre sempre “il mondo degli uomini” che per l’Incarnazione è diventato anche il “mondo di Dio”.

Un Dio che ha tanto amato questo mondo degli uomini da inviare, nel tempo e nella storia, fino alla fine dei tempi, il suo Figlio.

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