Makila: San Michele e lo slancio dell’incarnazione

di Ennio Bianchi

 

Ricordiamo che la spiritualità betharramita è riprodurre e manifestare lo slancio del Cuore di Gesù, Verbo incarnato mentre dice al Padre «Ecce venio».

 

Questo slancio è la radice della “spiritualità dell’Incarnazione”.

 

E lo slancio ci presenta Cristo nel momento dell’offerta di se stesso al Padre per la salvezza dell’umanità e come il modello di ogni persona che vuole essere realmente suo discepolo.

 

San Michele ci presenta Cristo alla ricerca costante della volontà del Padre, nella completa dimenticanza di sé, nel suo viscerale amore per tutte le persone.

 

Cristo ha scelto l’umanità e per questo l’uomo è la via che la Chiesa e ogni cristiano deve cercare di percorrere per essere fedele alla missione ricevuta da Cristo.

 

Il cammino passa necessariamente attraverso il mistero dell’Incarnazione, con le disposizioni che sgorgano dall’Eccomi senza riserve del Cuore di Gesù.

 

Siamo chiamati – per essere fedeli a Cristo – ad una tensione: verso Dio e verso il prossimo.  È una relazione di amore che si esplica nelle varie e complesse situazioni della storia e diventa progetto e dono.

 

Da questa relazione con le persone nelle loro situazioni territoriali, storiche, si rivela la consistenza, la identità e la verità della vita cristiana.

 

La “spiritualità dell’incarnazione”, guidata dall’Eccomi di Cristo, ci apre alla scoperta delle necessità personali, sociali, culturali, ecclesiali delle persone.

 

E ci apre anche alla capacità di fare comunione con le persone che ci stanno attorno, che allora vediamo nel comandamento dell’amore di Cristo, nella fede nella sua Parola, nell’esempio della sua vita incarnata.

 

Oggi più che mai la Chiesa ha bisogno di cristiani che, radicandosi e irrobustendosi nella contemplazione dell’Incarnazione di Cristo, diventino attivi nella missione di portare Cristo alle strade che il  mondo sta percorrendo.

 

Per costruire un presente per la pace e la giustizia, e un futuro di benessere materiale e spirituale per tutti.

 

E non dimenticando mai che il futuro è sempre – comunque – il presente dell’Incarnazione. 

 

 

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