Mariam Baouardy: cinque anni da santa

Cinque anni fa la “piccola” diventava santa. Mariam Baouardy, da carmelitana suor Maria di Gesù Crocifisso, veniva canonizzata da Papa Francesco in piazza San Pietro: prima santa palestinese. Poverissima, praticamente analfabeta, Mariam (1846-1878) nella sua breve vita fu protagonista di fatti inspiegabili, di fenomeni mistici, di rivelazioni profetiche: a cominciare dalla sua prodigiosa guarigione dopo l’assassinio tentato da un musulmano che voleva indurla ad abiurare dal cristianesimo. E poi una profusione di altre estasi, sogni premonitori, segni fisici eccezionali che – insieme alle molte difficoltà incontrate nel cammino per farsi religiosa carmelitana e poi in convento – resero movimentata la sua vita tra Pau (Francia), Mangalore (India) e Betlemme. In tutti questi luoghi santa Mariam ha incrociato la storia dei betharramiti, per i quali anzi ha sempre dimostrato una predilezione particolare: a Pau erano appunto i figli di san Michele a servire come cappellani del monastero (dove tuttora hanno una comunità); a Mangalore – luogo in cui suor Mariam venne inviata nel 1870 per fondare una nuova residenza – i preti del Sacro Cuore sono approdati 130 anni dopo, accolti proprio dalle carmelitane;  a Betlemme fu lei a volerli insistentemente, strappando il permesso addirittura al papa, e da allora i betharramiti sono presenti in Terrasanta. Ma soprattutto per l’approvazione delle costituzioni della congregazione fu fondamentale l’apporto di suor Mariam, giocato come sempre tra premonizioni mistiche e capacità di intervento presso le autorità ecclesiastiche; per questo i betharramiti riconoscenti hanno scelto di intitolare proprio a lei una delle tre Regioni in cui è diviso l’Istituto, quella che ne raduna la parte anglofona: Inghilterra, India, Thailandia.

 

Foto: Icona di Mariam Baouardy, Ercole Ceriani