«Siamo alla fine del mondo?»

di padre Egidio Zoia

 

“… E la pandemia continua”. Questo era il titolo della riflessione di settembre; lo è più che mai per novembre e poi? Ormai nel mondo non ci sono più paesi immuni dal contagio e non si sa fino a quando; in attesa del vaccino si cerca di contrastare, alla meno peggio, questo flagello, come se poi il vaccino risolverà d’incanto tutti i problemi.

 

Inoltre contemporaneamente nel mondo succedono disastri enormi: incendi spaventosi, distruzione di foreste che sembravano eterne, flussi enormi di gente da un paese all’altro, mari, monti e ghiacciai che cambiano la loro configurazione, stelle che sembrano scomparse tanto la loro bellezza è immersa nel buio; specie di animali che scompaiono … Cosa sta succedendo nell’universo? Gli uomini: alcuni sono ricchi e si arricchiscono sempre di più, altri sono poveri e muoiono di fame! Non siamo forse tutti figli della stessa Madre-Terra, e dello stesso Dio, che è nei cieli? Siamo alla fine del mondo o non piuttosto alla fine dell’uomo immagine di Dio? L’uomo si crede il padrone assoluto e fa della terra il luogo dei suoi vizi; degli animali o ne fa scempio o addirittura l’esempio da seguire! Ma non si accorge che questo suo modo di fare ha rovinato l’armonia della natura e rinunciato alla propria dignità? Vuole conquistare nuovi mondi e sta distruggendo l’unico di cui conosce qualcosa, e che lo fa vivere. Continua a legiferare sulla protezione degli animali (cosa naturalmente encomiabile!) e produce sempre nuove armi per uccidere i propri fratelli! Da una parte si producono tante leggi sulla protezione della natura, e dall’altra la si deturpa in modo irragionevole, o la si sfrutta per soddisfare il proprio egoismo e la propria sete di potere!

 

Qualcuno ha scritto: «L’uomo moderno avrebbe voluto farsi un dio, il dio di se stesso, dopo avere spinto nel solaio delle cose vecchie e inutili quell’altro Dio, il Dio dei suoi padri, che lo aveva accompagnato per le innumerevoli generazioni della sua storia; ma spesso non è riuscito a diventare niente, nemmeno quell’insetto che pure, in certi momenti, avrebbe desiderato essere» (F. Dostoevskij).

 

Non è che quell’insetto, che in questo periodo sta flagellando il mondo intero voglia ricordare all’uomo che quanto più si crede potente, tanto più le cose fragili lo sconvolgono, quanto più crede di sapere tanto più si accorge che la scienza lo supera. L’uomo non ha bisogno di ritornare come prima, ma solo di rientrare in se steso, riconoscere i suoi limiti e i suoi doveri ( per poi eseguirli!) verso la madre-terra e i il Creatore e Padre di tutti e di tutto. Qualcuno aveva già detto: «cercate prima il regno di Dio e la sua Giustizia e tutto il resto vi sarà dato» (dal Vangelo secondo Matteo).