Un concerto per mettere le ruote alla missione betharramita

L’idea di usare la musica per sostenere l’impegno di un missionario in una terra di frontiera qual è la Repubblica Centrafricana è venuta al giornale online Il Dialogo di Monza che – in occasione delle celebrazioni del suo quinto compleanno – ha deciso di promuovere un concerto di raccolta fondi per padre Tiziano Pozzi, sacerdote e medico da oltre trent’anni al lavoro nella missione betharramita di Niem. L’evento “Di foglie e di roccia” – un titolo che intreccia la fragilità umana alla capacità dell’uomo di affrontare situazioni complicate – si terrà sabato 12 ottobre, alle ore 21, presso il Teatro Triante (via Duca D’Aosta, Monza) e vedrà sul palco il complesso Banda Larga Be Folk che eseguirà le canzoni scritte da Enzo Biffi, artista e amico di vecchia data di padre Tiziano.

Il Dialogo vuole aiutare il missionario – che coordina un polo sanitario che è già un’eccellenza con standard di qualità occidentali – in un nuovo progetto messo a punto insieme all’associazione italiana AMICI Betharram Onlus: dotarsi di un’unità mobile, una specie di ambulanza a bordo della quale raggiungere i villaggi più lontani dall’ospedale e le persone che per la troppa distanza non riescono a raggiungere a piedi il dispensario. Il primo obiettivo è comprare un fuoristrada – indispensabile per viaggiare in qualsiasi condizione meteo sulle piste rosse della savana –  da attrezzare con la strumentazione adatta per fare visite a domicilio ed esami specialistici. La jeep verrà trasformata in un laboratorio mobile e in particolare sarà dotata di un generatore elettrico, un letto e delle tende con cui allestire un ospedale da campo dove individuare Aids, malaria e tubercolosi, patologie ancora endemiche in Repubblica Centrafricana. L’unità mobile betharramita viaggerà ogni sabato in un villaggio diverso percorrendo i tre assi stradali che dalla città di Bouar si snodano per 120 chilometri nella brousse; ogni tre mesi poi la speciale ambulanza tornerà sul posto per una visita di controllo. A gestire l’unità mobile saranno i missionari che a poco a poco verranno affiancati da infermieri e tecnici di laboratorio, formati e assunti proprio per assicurare il servizio a domicilio. Per comprare il fuoristrada, le attrezzature mediche, i farmaci e pagare il personale sanitario servono 200mila euro: la cifra da raggiungere per permettere all’ospedale della savana di mettere le ruote.