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Laici betharramiti: chi sono?

Siamo un gruppo di donne e di uomini di età, provenienza, professioni e interessi diversi che hanno conosciuto i preti del Sacro Cuore di Betharram collaborando con loro (nelle missioni, nelle parrocchie, nel volontariato, come ex allievi, eccetera) e desiderano approfondire la loro esperienza cristiana secondo la spiritualità di san Michele Garicoits e in sintonia con le opere da lui fondate.

Dal capitolo generale del 1999 la famiglia dei Betharramiti ha deciso di modificare la sua «Regola di Vita» (n.2) in modo da permettere anche istituzionalmente una partecipazione più decisa dei laici nelle sue attività: «Per mezzo di san Michele – è ora scritto nei documenti dell’Istituto – lo Spiriito Santo chiama anche i laici a vivere la loro vocazione battesimale, illuminata dal carisma dell’Incarnazione. La condivisione di questa spiritualità con dei laici che bevono alla medesima sorgente ci conduce, religiosi e laici, nella stessa famiglia betharramita, ad arricchirci scambievolmente e a vivere meglio il dinamismo del carisma».


 Alcune domande «difficili» ai laici betharramiti


Cosa fate ?

In Italia ancora poco, purtroppo! Le attività prevalenti, comunque, sono due: la formazione (in passato abbiamo organizzato incontri «a due voci», con laici e religiosi insieme, sulla spiritualità betharramita) e il volontariato, per esempio nel gruppo «Mosaico» che gestisce con i religiosi una casa-famiglia per malati di Aids a Monteporzio Catone (Roma).

Esprimiamo inoltre la nostra rappresentanza in una «Commissione laici», alla quale partecipano anche dei sacerdoti e che cerca di indirizzare le attività dei laici betharramiti italiani.


Siete un nuovo movimento?

No, e non vogliamo esserlo. Siamo dei semplici laici con diverse storie di formazione e talvolta militanza cattolica (parrocchie, Cl, Azione cattolica, eccetera) e tuttavia ci ispiriamo alla spiritualità di san Michele Garicoits, che ha il merito di adattarsi bene alla situazione di una vita «laica» e di lasciare abbastanza libertà alla ricerca e alle preferenze personali. Essere laici betharramiti non deve essere un ulteriore peso da aggiungere ai già molti impegni e doveri delle nostre giornata, bensì una via familiare ed amichevole di liberazione e di crescita.


Chi può far parte dei laici betarramiti?

Uomini e donne, giovani e anziani. In pratica, chiunque si riconosca nella spiritualità dell’Incarnazione e della misericordia, simboleggiate dal Sacro Cuore. In particolare, nel messaggio di san Michele Garicoits abbiamo scoperto alcuni elementi di spiritualità che possono essere assai utili e adatti alla vita di un laico:

  • l’incarnazione: è il punto centrale della spiritualità betharramita e richiama la concretezza della quotidianità, familiare ad ogni laico
  • la cordialità e la misericordia, valori del cuore in una società in cui troppo contano i rapporti di forza e di potere
  • la fiducia nella Provvidenza, contro le molto umane «sicurezze» e le previdenze offerte dalla modernità
  • l’obbedienza alla volontà di Dio: un modo per declinare la propria libertà nelle scelte difficili della vita e contro i molti condizionamenti
  • la precarietà. San Michele voleva un «campo volante» di persone pronte ad accorrere dove c’è bisogno e  questa flessibilità è la condizione esistenziale del laico


C’è una tessera?

No, però abbiamo un simbolo e un nome.

Il simbolo è quello stilizzato del Sacro Cuore, che appare anche in questa pagina (in alto, a sinistra): esso indica l’apertura dell’amore che, attraverso la preziosità della sofferenza, diviene acqua feconda di bene per il mondo.

Il nome è Vel@, che ha un grande valore simbolico e che – lettera per lettera - significa: Vocazione di Essere Laico, con quella «chiocciolina» finale che indica disponibilità a mettersi in comunicazione.


I laici betharramiti esistono solo in Italia?

No, anzi noi italiani siamo un po’ gli «ultimi arrivati»...  In Francia esiste infatti la Fraternità «Me voici», che significa «Eccomi» e punta soprattutto su fini di formazione spirituale. In Inghilterra i laici lavorano a pieno titolo nelle parrocchie gestite dai betharramiti. In Costa d’Avorio il gruppo «Ne Me» (ancora «Eccomi») è molto fiero della sua appartenenza betharramita. In Argentina e Paraguay sono molto forti le associazioni di ex alunni dei grandi collegi gestiti dai preti del Sacro Cuore. In Thailandia una laica cattolica collabora con un missionario betharramita italiano a un progetto per malati di Aids... I laici betharramiti di tutto il mondo si incontrano regolarmente ogni due anni in varie località del mondo ed hanno elaborato un «Progetto di vita» comune.


Ma insomma, dove volete arrivare?

A breve termine: a creare gruppi di laici almeno in ogni luogo dove sono presenti i betharramiti, non per il gusto di mettersi addosso un distintivo in più ma per desiderio di scoprire una spiritualità che serva alla nostra vita.

A più lunga scadenza: a collaborare dall’interno ad alcuni progetti con i preti del Sacro Cuore di Gesù. In questo la libertà e la fantasia potranno dar spazio alle più varie proposte.


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gruppo laici e padri ad albavilla
Padri e Laici Betharramiti alla festa del 50° di Fondazione della Casa "S. Giuseppe" di Albavilla



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