Padre Tiziano: «Dobbiamo accompagnare la nostra gente»

Da Niem arrivano notizie, in una lettera firmata da padre Tiziano Pozzi, appena tornato in Repubblica Centrafricana dopo aver partecipato al capitolo generale in Paraguay.

Niem, 28 maggio 2017

Carissimi, vi mando qualche pensiero dopo il mio ritorno a Niem dopo il capitolo generale svoltosi in Paraguay.

Mercoledì sera arrivando a Niem ho provato una grande tristezza.
Il villaggio era praticamente ancora vuoto, al mercato non c’era anima viva, solamente vicino alla missione ho trovato un po’ di gente; i cosiddetti “ribelli” sono arrivati all’alba del 2 maggio, (io ero partito per il Paraguay proprio il giorno prima) accerchiando il villaggio e causando la morte di almeno 20 persone.
Naturalmente c’è stato un fuggi fuggi generale e la gente si è rifugiata alla missione o direttamente in brousse, dove, essendo ormai iniziata la stagione delle piogge, ha vissuto per quasi tre settimane in una situazione critica, specialmente i bambini. Adesso la gente sta tornando pian piano alle proprie case.
Purtroppo i ribelli, prima di partire le hanno svuotate delle poche cose che contenevano e quello che non potevano portare via lo hanno distrutto; tutte le piccole boutiques del mercato sono state saccheggiate e per alcuni giorni non si trovava nemmeno lo zucchero.
Attualmente a Niem  stazionano due contingenti di Caschi Blu dell’Onu, uno al villaggio e uno davanti alla scuola elementare delle suore alla missione: non vi nascondo che fa una certa impressione vedere dei carri  blindati occupare il terreno dove di solito scorrazzano centinaia di bambini.
Anche il personale del dispensario è scappato per paura; alcuni infatti li hanno accusati di aver curato i ribelli feriti durante gli scontri ma qualcuno, per fortuna, incomincia a tornare. In tutto questo tempo suor Elisabetta, davvero encomiabile, ha avuto il sostegno della sola ostetrica… Ed i malati non sono mai mancati… compresi alcuni feriti negli scontri.
Casa nostra come quella delle suore era strapiena di gente e oggi ancora la gente per sicurezza ha lasciato da noi quello che hanno potuto salvare: pentole, vestiti,  qualche sedia… Dopo la santa Messa ho fatto un salto al mercato: meno male che si sta rianimando, anche se per ora si trova solo della manioca e qualche verdura.
Però è un buon segno: se il mercato ricomincia vuol dire che la stessa vita riprende… Anche in chiesa la nostra gente ha ripreso a danzare…
Sia padre Arialdo, che in questo periodo ha fatto di tutto per mantenere la situazione il più normale possibile, sia le suore stanno bene.
Adesso, nonostante l’incertezza e la paura che permangono, ci resta il compito di accompagnare la nostra gente, di portare loro un po’ di serenità, di speranza e anche un po’ di gioia, soprattutto per i bambini: ce ne è davvero tanto bisogno. Mi fermo qui. Un caro saluto a tutti voi e come dice papa Francesco: «Pregate per noi».

padre Tiziano Pozzi

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