«Correva l’anno del Giubileo 1525, e si era al giorno 20 di Giugno. Una povera donna, in congiuntura che la piena del Tevere strascinava gran materiali, andò alle sponde in poca distanza dalla Porta del Popolo col suo tenero figlio, affin di raccogliere gli sterpi e virgulti spinti alla riva; l’incauto garzoncello, mentre scherza e si trastulla con le onde, dalle onde è rapito. La madre cerca e il vede caduto nel fiume…».
Con questo linguaggio d’altri tempi una cronaca del tardo Settecento narra l’evento prodigioso da cui ha avuto origine il culto della Madonna dei Miracoli, l’immagine tuttora venerata (benché in copia) nel santuario affidato ai betharramiti in piazza del Popolo a Roma. Il miracolo avvenne esattamente 500 anni fa; continua l’antica cronaca:
«Ivi dappresso eravi dipinta nel muro, sotto un arco, l’Effigie di Maria, in cui s’incontrarono i suoi occhi bagnati di lagrime. A quella vista la donna si riscuote, si anima ed invoca la gran Madre in soccorso del Figlio. Questi coll’aiuto degli uomini accorsi, fu estratto sano e salvo dalle onde e confessò di essere stato sostenuto da una Signora coperta di bianca veste».
Dal salvataggio di quel bambino caduto nel Tevere (fatto curiosamente assai simile a quello che diede origine al santuario della Madonna di Bétharram) si è poi sviluppato un culto che presto fu popolarmente definito della Vergine dei Miracoli. Nel 1598 la sacra immagine venne staccata dal muro e posta nella chiesa di San Giacomo, tuttora esistente in via del Corso; una copia su tela invece fu collocata nella nuova chiesa fatta edificare nel 1679 dal cardinale Giacomo Gastaldi in piazza del Popolo, appunto l’attuale santuario dei Miracoli retto dai betharramiti.




