La comunità di Motta Visconti, nella diocesi di Milano, si prepara a vivere un momento di particolare gioia: domenica 27 settembre l’Arcivescovo, Mons. Mario Delpini consacrerà la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, al termine di un lungo e impegnativo percorso di restauro. Un evento che assume un significato ancora più profondo se si considera che la comunità attendeva questo momento da 450 anni.
La chiesa venne voluta e fondata da San Carlo Borromeo nel 1575, sul luogo di una precedente cappella appartenuta ai Visconti. Nel corso dei secoli, diversi interventi necessari ne avevano rimandato la consacrazione. Oggi, grazie a un importante progetto di recupero e messa in sicurezza sostenuto anche dai fondi del PNRR, l’edificio ritrova nuova vita.
L’intervento ha riguardato la struttura, l’illuminazione e, in modo particolare, la configurazione degli spazi liturgici. La particolare conformazione della chiesa ha richiesto infatti una riprogettazione dell’ambone e dell’altare, affinché questi elementi potessero inserirsi armoniosamente nell’edificio e, soprattutto, favorire la celebrazione e la partecipazione della comunità.
È in questo contesto che assume particolare rilievo il lavoro di padre Ercole Ceriani, religioso betharramita, architetto e artista, a cui sono state affidate la progettazione e la realizzazione dei nuovi poli liturgici.
Il nuovo altare si caratterizza per una forma cubica e richiama, attraverso la sua composizione, il tema della Creazione. L’opera invita così a contemplare il mondo come dono di Dio, a riconoscere nella realtà creata la presenza dell’azione del Creatore e a vivere la celebrazione liturgica nella consapevolezza di appartenere a una creazione che continuamente riceve vita da Lui. L’altare diventa così non soltanto il centro della celebrazione eucaristica, ma anche un segno che richiama la relazione tra Dio, l’uomo e il creato.
Il servizio di padre Ercole attraverso l’architettura e l’arte si inserisce, così, nella tradizione della Congregazione betharramita, nella quale ogni talento personale è chiamato a diventare un dono per la Chiesa e per le comunità cristiane.
A completare il rinnovamento della chiesa è arrivata anche una grande pala a mosaico di Trento Longaretti, proveniente dalla scuola dei Pueri Cantores della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Un’ulteriore opera d’arte che trova oggi una nuova casa e contribuisce alla bellezza dello spazio liturgico.
La consacrazione della chiesa di San Giovanni Battista rappresenta dunque molto più della conclusione di un restauro. È la rinascita di un luogo di fede, nel quale storia, arte, liturgia e vita comunitaria tornano a incontrarsi.

