Gli agricoltori in fiera a Bouar

È arrivata alla decima edizione la fiera agricola di Bouar, ideata dai padri betharramiti e oggi diventata una tradizione che cammina con le sue gambe. L’edizione 2020, infatti – che si tenuta dal 6 al 9 febbraio con il titolo programmatico “Sicurezza alimentare, un fattore di pace e libertà” – è stata interamente gestita dall’Associazione delle donne cristiane di Bouar (AFCC Bouar) e dall’Organizzazione delle donne rurali di Nana Mambere (ONFR Bouar). «Noi donne – ha detto la signora Yakanandji Sylvie, direttrice del programma della fiera – vogliamo dimostrare che siamo in grado di assumerci la nostra responsabilità di fronte al nostro Paese e al nostro futuro, per la coesione sociale». Alla fiera – sostenuta come sempre dall’associazione italiana Jiango Be Africa – erano presenti le autorità amministrative, giudiziarie, militari, locali insieme ai rappresentanti delle organizzazioni internazionali FAO, PAM, MINUSCA, UNICEF, OCHA  e al delegato del vescovo di Bouar, che hanno aiutato a realizzare l’evento. La fiera si è aperta con la tradizionale sfilata dei prodotti agricoli ed è proseguita con la vendita di frutta e verdura che  150 associazioni di orticoltori  hanno proposto in banchetti distribuiti nelle strade della città. Ai migliori espositori – valutati da una giuria apposita, in base alla qualità e alla varietà dei prodotti – sono stati regalati strumenti di lavoro (tra cui picconi, badili, rastrelli, annaffiatoi, polverizzatori, carretti e un mulino macina manioca a motore). Ottimo anche il riscontro economico: nei tre giorni di fiera sono stati venduti prodotti per un totale di 94 milioni e settecentomila franchi CFA (circa 145mila euro) a dimostrazione che anche in Centrafrica l’agricoltura può essere un’attività di reddito.

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