I missionari betharramiti visti dall’antropologa

I missionari betharramiti sono finiti in un paper accademico che da qualche mese è consultabile anche online. Nel documento “Localizing women’s role in a globalized world” l’antropologa  Abigaël Pesses ha messo a confronto le iniziative attivate nella provincia thailandese di Chiang Mai per incentivare l’emancipazione femminile all’interno delle comunità Karen, etnia diffusa nel nord del Paese. Secondo la studiosa dell’Istituto di Ricerca sull’Asia del Sud con sede a Bangkok, i missionari fin dal loro arrivo nel secondo dopoguerra hanno incluso le donne nelle strategie di sviluppo locale: «Quando i religiosi sono arrivati nella regione di Chiang Mai molti uomini stavano ipotecando terra e bestiame per comprare oppio. I missionari, quindi, considerarono subito le donne meno individualiste degli uomini e più fidate per gestire il bilancio familiare». A loro i missionari hanno proposto di guidare le associazioni femminili, di supervisionare banche del riso o del bestiame e di coordinare piccole iniziative economiche di villaggio; mentre alle ragazze più giovani  i betharramiti hanno permesso di continuare la propria formazione professionale («molte – annota l’antropologa – oggi esercita la professione di infermiera o di insegnante nelle scuole e nelle cliniche di montagna»).  Sapendo leggere e scrivere in thailandese e guadagnando denaro queste donne hanno raggiunto nelle relazioni la parità.