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La fiera agricola torna a Bouar

Quattro giorni all’insegna della festa, dell’acquisto e della vendita dei prodotti agricoli della stagione passata. A Bouar, città nel nord-ovest della Repubblica Centrafricana, è tornata la fiera agricola che annualmente viene promossa dai padri betharramiti insieme all’associazione italiana Jiango be Africa. Il tradizionale mercato – giunto alla dodicesima edizione – si è svolto dal 3 al 6 febbraio e ha segnato il ritorno dell’iniziativa dopo un anno di stop obbligato dovuto alla presenza di gruppi ribelli che minacciavano di invadere la zona della fiera. 

 

Come di consueto, la data della manifestazione è stata scelta in base all’evoluzione dei prezzi dei prodotti agricoli che a fine gennaio registrano un rialzo e permettono agli agricoltori di approfittare maggiormente del proprio lavoro. Per gli organizzatori, però, la fiera comincia mesi prima. Precisamente a novembre con la visita alle associazioni agricole e la ricognizione dei raccolti. Poi c’è la parte burocratica con documenti e permessi, necessari anche a queste latitudini. Infine – qualche tempo prima dell’inaugurazione del mercato – la preparazione della zona fieristica viene affidata a muratori, carpentieri, falegnami, elettricisti, meccanici, animatori e tuttofare. A questo punto, alle associazioni agricole vengono messi a disposizione camion per il trasporto della merce e quest’anno alcuni veicoli sono stati forniti anche dal Programma alimentare mondiale. 

 

In questi anni la fiera è diventata una delle manifestazioni pubbliche più importanti della regione cui oggi partecipano autorità locali e nazionali (nella persona del Ministro dell’Agricoltura e del Direttore al Ministero della Difesa) nonché organizzazioni internazionali tra cui ONU e FAO. Per gli agricoltori invece la fiera è l’occasione di vendere, farsi conoscere e mettere in mostra la qualità dei propri prodotti. Per questo, ogni anno, ai migliori espositori vengono assegnati premi che consistono in mulini per macinare manioca, carriole, zappe badili e vanghe.

 

Quest’anno alla manifestazione – il cui tema era «La protezione del territorio, garanzia della sicurezza alimentare» – hanno partecipato oltre 10mila persone che si sono mosse tra i banchi delle 130 associazioni agricole che hanno venduto prodotti per un totale di 160.500 euro. A questi numeri va aggiunto l’incasso dei piccoli venditori che circondano i banchi delle fiera e che non può essere contabilizzato in modo puntuale.

 

Il missionario Beniamino Gusmeroli, primo promotore della fiera e attualmente parroco a Bangui, ci spiega: «Sono felice che, anche dopo la mia partenza da Bouar, il lavoro fatto non sia caduto nel vuoto ma continui grazie alle capacità delle persone locali. La manifestazione è stata gestita perfettamente dall’associazione delle Femmes chrétiennes, dalla preparazione all’esecuzione. È un segno incoraggiante: ci dimostra che una buona preparazione permette alle persone di prendere in mano il proprio destino».

 

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