Le guerre invisibili che uccidono più del Coronavirus

Anche la Repubblica Centrafricana fa parte dei Paesi raccontati dalla Fondazione Missio che attraverso la testimonianza di missionari impegnati in varie zone del mondo ha provato a spiegare come le guerre a bassa intensità combattute in Ciad, Sud Sudan, Mozambico e Centrafrica stiano facendo più morti rispetto alla pandemia da Coronavirus. Ad essere interpellati per la Repubblica Centrafricana questa volta non sono stati i padri betharramiti presenti sul territorio ma Elvira Tutolo, suora missionaria della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, che è sostenuta dall’associazione Un Raggio di Luce di Pistoia con cui qualche anno fa abbiamo organizzato una mostra fotografica proprio sull’Africa. «Nonostante la firma di un trattato di pace siglato nel febbraio 2019 – spiega la religiosa, da poco trasferitasi a Bangui – le 14 milizie armate non si sono sciolte e non hanno deposto le armi e gli episodi di violenza continuano. La città di Obo (nel sud est del Paese, ndr) è stata messa a ferro e fuoco e la settimana scorsa hanno sparato nel centro di un’altra cittadina nel nord del Centrafrica, Ndele. Le milizie continuano a creare problemi. Questa è una situazione drammatica». Gli uomini armati rivendicano ruoli di potere all’interno del governo, in particolare il ministero della difesa e dell’economia. Proprio la gestione delle immense ricchezze naturali del sottosuolo è infatti all’origine della guerriglia nel Paese. «La fortuna e sfortuna del Centrafrica – dice suor Elvira – è quella di avere tante risorse: io dico sempre che non so perché il Signore abbia voluto concentrare tante ricchezze in uno spazio così piccolo! Qui troviamo tutto: petrolio, oro, minerali preziosi. C’è di tutto. Che siano russi, cinesi o francesi gli stranieri si spartiscono le nostre ricchezze».

 

Foto di Vittore Buzzi