Le Madonne di Bétharram

Oggi si festeggia la Madonna di Bétharram. La celebrazione è in realtà l’anniversario di un fatto storico capitato proprio il 28 luglio del 1912: in quella data papa Pio X pose una corona dorata sul capo della statua di Maria scolpita per il santuario pirenaico da Alexander Renoir. Ma quella di Renoir non è l’unica Madonna di Bétharram. Anzi, oggi  a Bétharram sono visibili tre diverse statue che hanno fatto la storia del santuario, anche se non esiste un’ipotesi condivisa sulla loro origine. La prima e più antica attualmente è conservata nella “cappella del tesoro” del santuario: si tratta di una statua di legno policromo che probabilmente risale al XIV secolo ed è una tipica Vergine del latte, con Maria che porge il seno scoperto al bambino posto sulle sue ginocchia e alla quale facevano ricorso soprattutto le donne in gravidanza per evitare i pericoli del parto oppure per chiedere di rimanere incinte. Secondo una recente ipotesi, la statua gotica potrebbe essere la Madonna venerata a Bétharram dalla fine del XIV alla metà del XVI secolo, quando si pensò di nasconderla per proteggerla dall’avanzata protestante.

 

 

La seconda Vergine di Bétharram – che viene datata agli inizi del Settecento ed è in posizione regale, con il Bambino in una mano e lo scettro nell’altra – si è trovata sull’altare maggiore fino al 1848, quando è stata trasferita in una navata laterale dove tuttora è visibile. Molto probabilmente si tratta di una statua copiata direttamente dal simulacro che l’arcivescovo di Auch, monsignor Léonard de Trapes, ha riportato a Bétharram nel 1616, per intronizzarlo nel santuario ricostruito dopo le distruzioni ugonotte di mezzo secolo prima e sostituire la precedente statua miracolosa di cui si erano perse le tracce.

 

 

E la terza statua? Beh, naturalmente è la Madonna di Renoir, quella che si festeggia nella giornata di oggi e che tuttora occupa l’altare centrale del santuario di Bétharram. Questa statua fu commissionata nel XIX secolo direttamente da san Michele all’artista che nel medesimo luogo aveva già realizzato otto sculture del Calvario. Dopo averla scolpita scegliendo tratti delicati e una postura materna, si narra che Renoir esclamò: «Quant’è bella, quant’è bella la Madonna del Bel Ramo!»