Padre Ernesto Colli è tornato alla Casa del Padre

Padre Ernesto Colli è tornato alla Casa del Padre lunedì 20 ottobre presso la comunità di Albavilla. Aveva 97 anni. Giovedì 23 ottobre, alle ore 15.00, i confratelli del vicariato, la sua famiglia e tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato si sono riuniti nella chiesa di Villatico di Colico (Como), suo paese di origine, per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno, con il cuore colmo di gratitudine e di affetto.

Padre Ernesto nasce a Villatico di Colico, in provincia di Como, il 3 maggio 1928. Fin da giovane mostra una profonda sensibilità spirituale e, il 1° ottobre 1940, entra nel postulandato di Colico, iniziando così il suo cammino nella famiglia di Bétharram.
Nel 1945 si trasferisce a Roma per il noviziato e, al termine di quell’esperienza, emette la sua prima professione religiosa il 27 settembre 1946. Prosegue poi la formazione ad Albiate, dove si dedica con impegno agli studi di filosofia e teologia, fino a giungere alla professione perpetua, che celebra l’8 dicembre 1949, consacrando definitivamente la sua vita al Signore e alla missione betharramita.

Padre Ernesto riceve l’ordinazione sacerdotale a Milano il 29 giugno 1952. Otto anni più tardi, nel 1980, consegue nella stessa città la laurea in lingue moderne, segno della sua costante passione per lo studio e la formazione.
Nel corso della sua vita religiosa svolge numerosi incarichi, sempre con dedizione e spirito di servizio. Subito dopo l’ordinazione, dal 1952 al 1953, presta la sua opera nella comunità di Colico come professore. Dal 1953 al 1972 è ad Albiate, dove insegna lettere e ricopre anche l’incarico di segretario provinciale.
Ritorna poi a Colico, dal 1972 al 1987, come professore e vice-preside del Collegio, contribuendo alla crescita umana e culturale di molti giovani. Dal 1987 al 1989 vive un’intensa esperienza missionaria a Sauce, in Uruguay, mettendo le sue competenze e il suo entusiasmo al servizio delle comunità locali.

Al suo rientro in Italia, dal 1990 al 1996, opera al Santuario dei Miracoli a Roma come vice-rettore, per poi guidare, dal 1996 al 1998, la comunità del Santuario della Caravina come superiore. Successivamente, dal 1998 al 2004, presta servizio nella comunità San Giuseppe di Albavilla come economo, e dal 2004 al 2008 a Castellazzo, dove si dedica con impegno al ministero parrocchiale.

Dal 2008 fino al 2025 risiede nella comunità di Lissone, dove continua a offrire il suo contributo pastorale alla parrocchia, sempre vicino alle persone con discrezione e disponibilità.
Dopo un periodo di ricovero ospedaliero, nel settembre 2025 entra nella comunità di Albavilla, dove conclude serenamente la sua vita terrena la sera del 20 ottobre 2025.

Riportiamo un estratto dell’omelia tenuta da padre Piero Trameri durante la celebrazione delle esequie di padre Ernesto. 

“Se permettete, vorrei dire una cosa in particolare proprio ai suoi numerosi nipoti e pro-nipoti … e comunque valida per tutti noi. Padre Ernesto vi ha dato, ci ha dato, con la sua vita, l’esempio di come si possa vivere in modo anche estroso, creativo, fantasioso, intraprendente, anche in mezzo al tumulto delle cose da fare, in ogni campo in questo nostro tempo di caotica trasformazione, conservando però la propria identità di creature, guidate sempre da Qualcuno che distribuisce a tutti dei talenti ma da mettere a disposizione, da offrire, da far fruttare per il bene di tutti. E per poter ricordare sempre questa missione, che è di tutti, occorre non dimenticare mai di frequentare la “casa costruita dalla Sapienza” (del Signore), la tavola imbandita nella Sua Casa, dove si può ritrovare sempre il gusto di vivere, la consolazione del perdono, la gioia di stare insieme.

Grazie, Signore, dei moltissimi talenti elargiti con generosità a padre Ernesto, che ha saputo distribuire e far fruttare con creatività particolare. Grazie a te, Ernesto, per la tua testimonianza di vita, per la tua missione, per il tuo personalissimo “Ecce Venio”, per la tua simpatia … tu, uomo, cristiano, sacerdote, pienamente figlio del nostro tempo, che ora immaginiamo assiso con i tuoi cari, con i tuoi confratelli alla tavola della Sapienza, nella casa del Signore della vita e dell’amore. Amen”

Signore, ti rendiamo grazie per la vita di padre Ernesto e per il suo servizio nella famiglia betharramita. 

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