Progetti di speranza dall’Africa: padre Beniamino e il centro d’accoglienza per i giovani di strada

Un centro d’accoglienza residenziale e di formazione per una cinquantina di ragazzi di strada. È il nuovo progetto di cui padre Beniamino Gusmeroli, missionario betharramita da oltre trent’anni in Centrafrica, ha parlato nei giorni scorsi in un incontro con il Gruppo missionario della parrocchia Sacro Cuore a Lissone. L’attivissimo padre “Bengia” – che da qualche anno lavora insieme a due confratelli a Bimbo, quartiere periferico della capitale Bangui – assumerà nei prossimi mesi la gestione di un’impegnativa iniziativa voluta e finanziata dalla diocesi guidata dal cardinale Nzapalainga in accordo la congregazione: un centro dove gli adolescenti senza famiglia né casa possano essere ospitati,  imparare a leggere e a scrivere, apprendere un mestiere (falegnameria, elettricità, edilizia…) utile per il loro futuro. «Abbiamo steso il programma e predisposto i preventivi, nei prossimi mesi cominceremo la costruzione della struttura; calcoliamo che tra un anno potremo già avviare le attività pur con un numero ridotto di presenze», ha spiegato il religioso. Il centro accoglierà giovani che accettano volontariamente il programma, ma anche quelli inviati direttamente dal tribunale dei minori come alternativa al carcere; si tratta infatti di ragazzi che vivono tra violenza, droga, prostituzione, furti e altri reati. «Quello che mi preoccupa – confida padre Beniamino – è la continuità degli ospiti, perché di certo parecchi di loro sentiranno il richiamo della strada e la tentazione di ritornarci; una bella sfida». È previsto che nella struttura abitino due famiglie, in modo da garantire una presenza anche di notte; inoltre i giovani che stanno facendo la loro ricerca vocazionale nella comunità betharramita potranno svolgervi un’attività formativa di volontariato.

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