Villa del Pino accoglie i profughi afgani

Sette persone in fuga dal Panshir, l’ultima regione dell’Afghanistan conquistata dai talebani, hanno trovato rifugio a Villa del Pino. La comunità betharramita – come già fatto in occasione di altre emergenze umanitarie – si è resa disponibile come casa d’accoglienza per alcuni profughi afgani giunti in Italia tramite i Corridoi umanitari organizzati dalla Comunità Sant’Egidio. Dopo essere stati trasferiti nel nostro Paese con il ponte aereo allestito dall’esercito italiano, i rifugiati sono stati riuniti in centri di prima accoglienza dove hanno trascorso il periodo di quarantena obbligatoria. Poi sono stati ricollocati in strutture messe a disposizioni da enti pubblici e privati con la collaborazione delle organizzazioni di volontariato. È così che, tramite la Comunità di Sant’Egidio, Villa del Pino ha riaperto con urgenza le porte della “casetta” nel giardino della comunità. «Sono ormai sei anni – spiega padre Mario Longoni – che facciamo accoglienza a profughi e rifugiati di varie regioni ed etnie che fuggono dal loro paese devastato dalla guerra e dalla violenza. Questa volta però all’emergenza si è unita l’urgenza: nel giro di due ore siamo stati chiamati ad allestire l’accoglienza di una famiglia di sette persone in fuga dal Panshir. Non è facile: c’è qualche difficoltà linguistica e inoltre non abbiamo ancora potuto conoscere la loro drammatica storia perché sono molto restii a raccontare quello che hanno vissuto e forse ancora temono possibili ritorsioni. Per ora non sappiamo nemmeno come proseguirà il piano del Governo italiano di ricollocamento dei profughi afgani ma da parte nostra sappiamo che non verremo mai meno alla nostra missione di accoglienza, chiunque sia a chiederci aiuto».