Addio a padre Carlo Ruti, prete all’ombra della Capitale

Padre Carlo Ruti

Ha fatto appena in tempo a ricevere – il 13 settembre scorso – il riconoscimento che forse aspettava di più: la cittadinanza onoraria di Pozzaglia Sabina, il paesino di poco più di 300 abitanti accoccolato sui monti in provincia di Rieti del quale è stato parroco per ben 24 anni. Padre Carlo Ruti, betharramita, è morto oggi all’ospedale di Genzano (Roma) dopo un intervento chirurgico; aveva compiuto da pochi giorni 84 anni.

Romano di nascita, padre Carlo ha vissuto tutta la vita sacerdotale intorno alla Capitale; a parte la parentesi degli studi teologici nei primi anni Sessanta ad Albiate, da quando era stato ordinato prete nel 1966 ha svolto infatti il ministero sostanzialmente in due luoghi: la parrocchia di Santa Rosa da Viterbo a Roma per trent’anni come viceparroco e insegnante di religione e quindi – dal 1996 – la piccola realtà di Pozzaglia e la chiesa collegata di Montorio in Valle (per un periodo anche il paese di Orvinio), oltre alla responsabilità di vicario foraneo del suo vicariato per due decenni. Solo i limiti di età e qualche problema di salute l’avevano costretto nel giugno 2020 a lasciare il suo incarico solitario per unirsi alla comunità della casa-famiglia di Monte Porzio Catone.

Pochi mesi più tardi è arrivata appunto la cittadinanza onoraria, conferitagli (presente il vescovo di Tivoli monsignor Mauro Parmeggiani) dal sindaco della località sabina nel giorno in cui si festeggiava la concittadina più illustre: santa  Agostina Pietrantoni, suora infermiera nata appunto a Pozzaglia nel 1864 e uccisa appena trentenne da un paziente che aveva curato. Padre Carlo è sempre stato fiero divulgatore di questa figura, oggi patrona degli infermieri, all’ombra della quale si può dire abbia svolto tutto il suo incarico da parroco: suor Agostina infatti è stata canonizzata nel 1999, quando padre Ruti si era da poco insediato.

«Sacerdote veramente esemplare per l’esempio di dedizione generosa verso il suo popolo e la profonda spiritualità»: così il vescovo ha definito padre Carlo Ruti nella lettera di ringraziamento inviatagli alla conclusione del suo incarico da parroco. E certamente molti pozzagliesi saranno presenti ai funerali, che saranno celebrati lunedì  19 luglio alle 11.30 nella chiesa all’interno del cimitero di Prima Porta a Roma.