Epidemia di colera in Centrafrica: un grido delle comunità isolate

Il 26 giugno scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un aumento significativo dei casi di colera in Centrafrica, soprattutto nelle zone segnate da inondazioni e da condizioni igienico-sanitarie precarie.  In molti villaggi, la malattia si diffonde rapidamente e mette alla prova famiglie già segnate dalla povertà e dall’isolamento. Il ministro della Sanità pubblica, Dott. Pierre Somsé, ha decretato lo stato di emergenza e chiesto aiuto alle diverse organizzazioni civili e religiose per fronteggiare l’epidemia.

Nella regione di Bimbo, dove operano i religiosi di Bétharram della Parrocchia di Nostra Signora della Visitazione, diversi villaggi sono stati posti sotto cordone sanitario: non si può entrare né uscire, e la popolazione vive in un isolamento totale. I centri di monitoraggio presenti nei villaggi cercano di accompagnare i malati, sensibilizzare la gente e somministrare cure rapide, ma le risorse sono limitate.

La voce del territorio Padre Beniamino, parroco a Bimbo, racconta con preoccupazione ciò che vede ogni giorno: «I malati aumentano, purtroppo, così come i decessi. Le vie di accesso sono bloccate e la popolazione è isolata. Non potendo uscire, mancano i generi alimentari e i prodotti di igiene: i bambini e gli anziani sono i primi a soffrire. Servirebbero sale, riso, zucchero, sapone, olio. Il personale sanitario è pronto a portare questi aiuti fino a Ndim, da dove i catechisti li distribuirebbero nei villaggi». Una responsabilità che ci chiama. In questa prova dolorosa, le comunità locali testimoniano una fede che non si arrende.

La Chiesa accompagna, sostiene, ascolta. Ma il bisogno è grande, e la solidarietà di tutti può diventare un segno concreto di vicinanza evangelica. L’epidemia non è solo una crisi sanitaria: è un appello alla carità operosa, perché nessuno sia lasciato solo. Le comunità centrafricane ci chiedono di camminare con loro, di condividere il peso della sofferenza e di trasformarlo in speranza. Chi volesse aiutare la popolazione colpita dall’epidemia può donare il proprio contributo seguendo le indicazioni riportate qui di seguito. Grazie.

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