“Andreino, ti piacerebbe fare il prete?” La vocazione gioiosa di padre Andrea Antonini

Se la memòria è la capacità di conservare traccia del passato, il “fare memoria con felicità” è, invece, accorgersi dei tanti doni ricevuti dal Signore lungo il cammino della vita. E farne memoria con gioia.

Padre Andrea, ci fa dono di una condivisione che attraversa quasi 100 anni di vita, dando la sua testimonianza fedele e gioiosa di prete del Sacro Cuore.

La mia vocazione è nata nella sacrestia del Santuario dell’ Addolorata di Rho. Dopo la messa, che avevo servito come chierichetto, uno dei Padri Oblati mi domandò: “Andreino, ti piacerebbe fare il prete?”. Corso a casa, ho detto a mia mamma la proposta che mi era stata fatta e lei: ”Andrea, guarda che non è facile fare il prete! Pensaci e decidi!”. Sono stato accompagnato a Colico, come altri ragazzi di Rho,  e ho cominciato a conoscere la famiglia di Bétharram e il suo Fondatore e la sua spiritualità. Diventato sacerdote, mi è stato chiesto di andare in Brasile come missionario. Non ho mai detto di no. Sono partito con felicità. Vi sono rimasto per dodici anni e ho goduto immensamente questi miei anni di vita e  racconto spesso ai miei confratelli i momenti belli. 

Sono stato quasi sempre pronto a fare quello che mi veniva chiesto dall’obbedienza ed ero felice di farlo, seguendo l’esempio del Fondatore. “Eccomi!” diceva e io facevo lo stesso. 

Tornato in Italia, sono stato a Colico, a Monteporzio tanti anni, a Ponte a Elsa come parroco, ad Albiate e mi sono sempre prodigato, nella misura del possibile, nel ministero sacerdotale, ascoltando le persone, stando vicino a chi aveva bisogno di un consiglio, di una confessione, di un incoraggiamento ed anche di una risata in compagnia. E sono stato veramente felice. Ancora adesso frequento un gruppo di preghiera che mi aiuta a vivere con serenità la vecchiaia e “l’Eccomi, solo per amore!”

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