Ciao padre Celeste!

È stato parroco e muratore, insegnante e allenatore di pallavolo, amministratore di molti soldi e praticante in proprio della povertà… C’è un po’ di indole valtellinese tuttofare (ma anche dello spirito betharramita da “campo volante” pronto ad accorrere ovunque ci sia bisogno) nella figura poliedrica di padre Celeste Perlini, scomparso la notte tra l’8 e il 9 aprile – a 90 anni da poco compiuti – nella casa di riposo di Albavilla (Como) nella quale da tre d’anni serviva come cappellano. Nato a Paniga nel 1930 in una famiglia di costruttori edili e ordinato sacerdote il 4 giugno del 1955, padre Celeste ha dedicato tutta la prima parte del suo sacerdozio all’insegnamento: prima ad Albiate e a Colico, poi a Gravedona ma soprattutto per un ventennio nel seminario minore di Albavilla, dove era docente di lettere ma anche di ginnastica. Suo grande orgoglio e passione era infatti quella per lo sport, grazie alla quale prima volle fortemente la costruzione di una palestra per i giovani seminaristi e poi seguì l’organizzazione di varie squadre di pallavolo – senza peraltro dimenticare incursioni in altre discipline atletiche, e non solo nell’ambito del seminario. Per il quale la sua attitudine pratica lo portò ad essere a lungo economo (carica che poi si estese in tempi non facili a tutta la provincia italiana della congregazione) e in genere “tuttofare”: era leggendaria la sua capacità di impegnarsi, coinvolgendo i ragazzi stessi, nella più varia sequela di lavori per la manutenzione e l’adattamento di varie residenze betharramite. Poi, chiusa la scuola di Albavilla, padre Celeste trascorre alcuni periodi in Terrasanta tra Nazareth (1985-88 e poi 1999-2002) e Betlemme (1993-1999), quindi diventa parroco a Lissone (1988-1993) dove ritorna tra il 2004 e il 2008; poi passa a Colico dove resta fino al 2017 quando – già sull’età – accetta l’incarico di cappellano presso la Casa di riposo Opera Pia Roscio di Albavilla. Date le circostanze i funerali di padre Celeste si celebreranno in forma strettamente privata presso il cimitero di Paniga; tuttavia la Vicaria d’Italia s’impegna con i tanti che hanno apprezzato l’opera di padre Celeste a celebrare un suo ricordo non appena sarà possibile.

 

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