Le Costituzioni compiono 120 anni

Oggi le Costituzioni della congregazione del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram compiono 120 anni. L’insieme delle “regole” che stanno alla base della famiglia religiosa, in effetti, sono state approvate esattamente il 6 settembre 1901, anni dopo la scomparsa del fondatore Michele Garicoits e dopo varie vicissitudini, soprattutto grazie all’impegno del successore padre Augusto Etchécopar, del quale attualmente è in corso la causa di beatificazione. Ecco la storia.

 

di padre Alessandro Paniga

 

Il Servo di Dio padre Augusto Etchécopar era entrato nella nostra Congregazione nel 1855. Nel 1853, prima ancora di essere sacerdote, il vescovo di Bayonne monsignor Lacroix lo inviò nella «Società dei Preti ausiliari di Santa Croce» di Oloron, una congregazione diocesana guidata da don Menjoulet che appena due anni dopo, nel 1855, si sciolse. I 7 membri rimasti, tra cui il chierico Augusto Etchécopar, entrarono nella famiglia religiosa betharramita. L’anno prima, il 16 giugno 1854, il Servo di Dio era stato ordinato sacerdote e a Bétharram fu ricevuto a braccia aperte da padre Garicoits. 

 

Racconta a questo proposito padre Francesco Carrére: «Dopo qualche settimana come postulante emette i suoi primi voti annuali il 24 ottobre 1855… Una lettera di obbedienza lo invia al collegio di Oloron come professore… Passano due anni e durante le vacanze del 1857, un nuovo indirizzo della sua attività, un nuovo richiamo dell’obbedienza: padre Garicoits, che conosce la sua anima, a questo religioso di 27 anni così giovane per età ma così saggio di un’esperienza precoce, così ricco di doni spirituali, conferisce la carica di Maestro dei Novizi: una carica delicata dalla quale dipendeva tutto il bene o tutto il male della “congregazione”.  Padre Etchécopar obbedisce semplicemente… Padre Garicoits lo apprezza sempre più: poco a poco gli affida delle missioni importanti, divenendo così il braccio destro del superiore di Bétharram, suo confidente intimo, che preparerà da lontano al governo dell’Istituto; erede del primo fondatore, realizzerà senza cedimenti l’opera da lui pensata e amata… Ma a prezzo di quali prove e tribolazioni, che cominciano alla morte del fondatore che vola in cielo il 14 maggio 1863, in un momento critico per la piccola Società che umanamente sta organizzandosi a fatica. Una gravissima perdita per padre Etchécopar che viene privato di una guida incomparabile, di un padre teneramente venerato; ferita crudele per il suo cuore che lo segnerà sempre… E intanto inizia per lui e per la comunità di Bétharram il dramma della fedeltà dei figli verso il padre. Per dieci anni dura questo dramma e padre Etchécopar avrà un ruolo di primo piano e darà l’esempio di una santità consumata. Due concezioni della vita religiosa si scontrano: quella del Fondatore e della maggior parte dei suoi discepoli che vogliono una Congregazione “romana”; e quella di monsignor Lacroix e di una minoranza di betharramiti che parteggiano per una congregazione “diocesana”».

 

Padre Dionigi Buzy sempre sullo stesso argomento scrive: «Monsignor Lacroix aveva dato nel 1841 al nostro Istituto, di sua propria autorità, delle Costituzioni che, sotto diversi punti di vista essenziali, contraddicevano le idee del Fondatore, il beato Garicoits, e che dovevano costituire il suo martirio per il resto dei suoi giorni. Per esempio, il vescovo si riservava la nomina del Superiore Generale e la destinazione dei soggetti ai diversi incarichi; per cui la Società non era per niente autonoma. Malgrado la lettera di queste Costituzioni, non autorizzava che i voti facoltativi, per cui l’Istituto non era una Congregazione religiosa. Se nel 1851 e nel 1855 monsignor Lacroix era sembrato essere meno esigente, tuttavia restava arroccato sulle sue posizioni iniziali. Lo dimostrò il 16 maggio 1863, la sera dei funerali del Fondatore, quando annunciò alla comunità che ritirava le sue ultime concessioni e faceva tornare tutto al 1841. Di fatto, nominò di sua propria autorità padre Chirou superiore generale e padre Etchécopar segretario generale. A partire da quel momento, padre Etchécopar si trovò faccia a faccia con il suo vescovo, nella medesima situazione critica del beato fondatore. I nostri archivi hanno rilevato come padre Etchécopar si trovasse di fronte a due situazioni contrapposte e difficili da conciliare: da una parte il rispetto e l’obbedienza a monsignor Lacroix, al punto che fu e che resterà sempre il suo uomo di fiducia; e dall’altra, la fedeltà al pensiero del beato Garicoits, che aveva voluto fondare un Istituto con i voti obbligatori approvati dalla Santa Sede. Padre Etchécopar fece molto più che mantenere l’equilibrio tra queste due concezioni opposte: approfittò di tutte le circostanze favorevoli, nelle indecisioni del suo vescovo, per condurlo poco alla volta al pensiero del fondatore…L’obbedienza di padre Etchécopar al suo vescovo è certa. Quando il vescovo dichiarò formalmente che non voleva che dei voti facoltativi, non parlò ai suoi novizi che di voti facoltativi.. La miglior prova della fiducia accordata da monsignor Lacroix a padre Etchécopar, si desume dal fatto che nel mese di maggio 1868, il vescovo lo invitò a Bayonne, lui solo, per aiutarlo a redigere dei nuovi statuti che voleva imporre all’Istituto perché l’11 maggio 1868, monsignor Lacroix  aveva chiesto ai preti presenti a Bétharram di pronunciarsi sulla questione dei voti. L’Assemblea optò per i voti obbligatori: 16 voti contro 7. Di conseguenza monsignor Lacroix, aiutato da P. Etchecopar, si apprestò a redigere dei nuovi statuti conformi a questa decisione (19 giugno 1868). Ma siccome la nuova redazione riservava ancora al vescovo la nomina del superiore generale e metteva i confratelli nell’alternativa di pronunciare i voti o di lasciare immediatamente la Società, i Preti del S. Cuore gli risposero rispettosamente che avrebbero approvato le costituzioni qualora fossero state ratificate dalla Santa Sede. Davanti a questa posizione, monsignor Lacroix ritirò questi statuti e impose di nuovo le costituzioni del 1841. Il 15 agosto 1869 invitò i nostri confratelli a redigere essi stessi un progetto di costituzioni; e questo fu fatto. Il vescovo lo presentò alla Santa Sede durante il Concilio del Vaticano. La Santa Sede lo rifiutò dichiarando che non avrebbe approvato che un Istituto autonomo. Stavolta monsignor Lacroix permise che fossero redatte nuove costituzioni conformi al pensiero del beato Garicoits (Capitoli generali del 1870, 1872 e 1873). Ma il vescovo le tenne con sé e non consentì di inviarle a Roma se non alla fine del mese di maggio del 1875, dopo l’intervento soprannaturale di suor Maria di Gesù Crocifisso. Corrette da padre Bianchi O.P., consultore dei Vescovi e Regolari, queste Costituzioni ottennero il Breve Laudativo (1875) e Approvativo (1877)». 

 

E specifica padre Francesco Carrére: «Alcuni interventi soprannaturali (e faccio allusione al ruolo sostenuto da suor Maria di Gesù Crocifisso, la signorina Berta St. Cricq-Dartigau, padre Estrate e il canonico Bordachar, ecc.) mi sembra abbiano agevolato la pronta soluzione di questa faccenda capitale. Un Decreto Laudativo della Congregazione dei Vescovi e Regolari, in data 30 luglio 1875, “lodava e raccomandava l’Istituto di Bétharram e lo poneva sotto la protezione della Santa Sede”. In seguito a questo Decreto, conformemente alle costituzioni canoniche riconosciute e leggermente corrette da Roma, tutti i religiosi furono invitati a fare o a rinnovare i loro voti, prima della metà del 1876, seguendo l’esempio del loro Capo; tutti in effetti, Padri e Fratelli, eccetto uno, si impegnarono in quel senso e secondo le prescrizioni della Santa Sede. Poi un decreto del 5 settembre 1877 approvò l’Istituto; il 29 aprile 1890 Roma promulgò il Decreto di Approvazione delle Costituzioni “ad experimentum per un decennio”; Infine l’approvazione definitiva venne il 6 settembre 1901, dopo la morte di P. Etchècopar, e segnò la fine di un doloroso parto… Una dedizione così costante e soprannaturale all’opera di padre Garicoits valse a padre Etchécopar il titolo di “secondo fondatore” di Bétharram».

 

Concludo con questa osservazione di padre Dionigi Buzy: «Ci si può chiedere: perché padre Etchécopar non riuscì al primo tentativo, nella redazione del 1868 o del 1869, a realizzare, o a far prevalere i miglioramenti essenziali che Roma chiese nel 1870? La risposta è che padre Etchécopar e la maggioranza dei suoi confratelli, soddisfatti di aver fatto riconoscere il principio dei voti obbligatori, non potevano allora ottenere altro da un prelato aggrappato ai suoi concetti personali. Del resto, l’importante per l’Istituto era far arrivare a Roma il progetto delle costituzioni anche imperfetto ma in cui fossero indicate le modifiche da fare; e così la partita sarebbe stata vinta. Perché tutti i confratelli, come anche monsignor Lacroix, erano disposti a sottoscrivere filialmente le decisioni di Roma in qualunque modo fossero state formulate. In questa faccenda così delicata e importante la prudenza e la fedeltà di padre Etchécopar furono dunque perfette”.