P. Aurelio Riva e il valore dell’amicizia

È rientrato in Italia qualche giorno a giugno per un periodo di riposo padre Aurelio Riva, 79 anni, missionario betharramita originario di Triuggio che lavora in Brasile da 36 anni dove ha costruito un ricovero, un asilo e un laboratorio per insegnare un mestiere ai giovani. Prima della sua ripartenza gli amici – che lo ricordano ancora seminarista mentre da Albiate raggiungeva l’oratorio di Rancate in bicicletta e per lui hanno creato persino il “Comitato padre Aurelio” – hanno voluto salutarlo con una cena a Villa Biffi di Rancate. «La parola che mi ha sempre accompagnato in questi anni – ha spiegato padre Aurelio in questa occasione – è amicizia. L’amicizia infatti supera gli schemi e le distanze: tu sei certo che un’amicizia vera ti dà la forza di continuare e dà la possibilità di camminare insieme. Ringrazio il Signore di aver incontrato voi e gli chiedo di aiutarci sempre a vivere la grandezza della vita, perché insieme possiamo costruire qualcosa di importante». Nei tre anni che sono rimasto in Costa d’Avorio – ricorda poi il sacerdote – c’era il coprifuoco: i francesi avevano ucciso 63 persone. C’era una rivolta e la caccia all’uomo bianco: come se tutti gli uomini bianchi fossero francesi… A causa di questa situazione sono stato mandato in una famiglia e nessuno sapeva dove mi trovavo. Mentre ero lì, mi ha telefonato una mia amica dal Brasile che non sentivo da tempo. Mi sono emozionato molto: ho capito quanto è grande essere amici.  Vi auguro dunque di coltivare sempre questa amicizia nella vostra vita».