«P. Franchi: dietro il volto burbero un uomo buono»

di padre Ernesto Colli

 

Padre Giuseppe Franchi era una persona mite e buona. Così lo ricordano dalla Diocesi di San Miniato dove era Vicario Parrocchiale.

Proprio così lo ricordo pure io che ho condiviso con lui una permanenza ventennale presso il Collegio S. Cuore di Colico. Lo chiamavamo semplicemente padre Beppe. È stato per un certo periodo Superiore della Comunità dei Padri insegnanti.

Me lo ricordo quando, puntuale, a bordo della sua 500, partiva verso Cosio, ogni weekend per svolgere la missione di Vicario parrocchiale. Lasciava il suo incarico di insegnante per dedicarsi al ministero pastorale, dove era accolto come maestro e guida.

Gli alunni non si sbagliavano, scoprendo dietro il suo volto burbero il cuore mite e buono di un’amico e di un fratello. Partecipava attivamente a tutte le iniziative sportive messe in atto dagli alunni.

Svolgeva i suoi impegni di insegnante e di religioso con spirito mite. «Beati i miti perché possederanno la terra!» dice Gesù. «Il mite – ricorda anche papa Francesco – non è un accomodante ma è il discepolo di Cristo che ha imparato a difendere ben altra terra. Lui difende la sua pace, difende il suo rapporto con Dio e i suoi doni, custodendo la misericordia, la fraternità, la fiducia, la speranza».

P. Beppe soffriva infatti quando sorgevano situazioni conflittuali sia in comunità come nelle relazioni tra gli alunni. Si chiudeva nel silenzio in attesa che la pace tornasse!

Tutto il team degli insegnanti del collegio è concorde nel riconoscere la bontà d’animo di padre Beppe. Con gioia e allegria si vivevano i momenti di vacanza animati dalla presenza di padre Beppe.

P. Beppe ha realizzato l’ideale richiesto dal Sacro Cuore ai suoi figli di Betharram: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore!»