P. Leandro «Non scrivo canzoni religiose ma parlo di Dio»

Sulla Nef di dicembre padre Leandro Narduzzo, giovane betharramita argentino e musicista, racconta come riesce a tenere insieme la vita di religioso con quella di cantautore. «Si potrebbe pensare – scrive padre Leandro – che, da quando sono entrato nella Congregazione, io abbia iniziato a scrivere canzoni religiose. Beh, no, non ci riesco facilmente. Mi sono sempre chiesto il perché. Proverò a dare una risposta. Prima di tutto occorre dire che il panorama è pieno di grandi autori cristiani, che hanno intuizioni molto più belle delle mie.R appresentano un servizio inestimabile per la Chiesa. Ma il mondo di oggi è più grande della Chiesa, e nel nostro ambiente latinoamericano ci sono molte persone che non vivono né comunicano con categorie di fede. C’è una sorta di sfiducia nelle istituzioni, e questo fa sì che la questione religiosa venga evitata, anche quando si vede che ci sono tante persone che vogliono intensamente credere. E, approfittando della chiamata alla sinodalità che il Papa ci rivolge, credo che Dio possa raggiungere i più lontani, in alcune periferie, attraverso manifestazioni artistiche di natura universale e non settorizzate. Pertanto scrivo canzoni che contengono la mia fede e la mia testimonianza, ma senza un vocabolario religioso che possa fare da barriera tra coloro che professano la fede e coloro che non lo fanno».