Suor Mainetti è beata

«Una giornata straordinaria». Così la comunità cristiana di Chiavenna insieme alla diocesi di Como e alla Chiesa tutta ha definito la giornata di domenica scorsa in cui suor Maria Laura Mainetti è diventata beata. La celebrazione per la religiosa – uccisa proprio in questo paese della Valtellina 21 anni fa da tre adolescenti che stava cercando di aiutare – si è tenuta nello stadio comunale della città alla presenza di migliaia di fedeli, del vescovo di Como Oscar Cantoni e del cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione della Causa dei Santi, che ha presieduto la Messa solenne. «Sono particolarmente commosso – ha detto il cardinal Semeraro – nel presiedere questa liturgia. Suor Maria Laura invocò dal Signore la vera carità e ne fu permeata. Mentre moriva perdonava, e pregava per chi le procurava la morte. Nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate papa Francesco ha scritto: “Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova”. Oggi, forse, è necessario ricordarlo: il terreno per la fioritura della santità non è l’eccezionale, ma la fedeltà nel quotidiano. È in esso che si fa presente il momento opportuno».

 

Alla cerimonia di beatificazione era presente anche una rappresentanza di padri betharramiti, dati gli storici legami tra le Figlie della Croce e la famiglia del Sacro Cuore di Gesù. Insieme a padre Jean-Luc Morin, superiore regionale, c’era anche il Vicario per l’Italia Piero Trameri: «Ho conosciuto personalmente suor Maria Laura negli anni di Colico; l’ho sempre apprezzata per la semplicità nei modi di porsi e per la naturale gentilezza. Non conoscevo invece alcuni tratti della sua spiritualità che sono stati ben messi in evidenza negli scritti preparati per la beatificazione e dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta a lungo da vicino. Ricordo di essere andato a Chiavenna il giorno seguente la sua uccisione a portare le condoglianze e ricordo di essere stato affascinato dal racconto di suor Irma, una sua consorella originaria di Isolaccia, che ci ha fatto capire quanto suor Maria Laura fosse coraggiosa e disponibile e pronta a  rispondere all’appello di chiunque la chiamasse e avesse bisogno di lei. Quella di domenica è stata una celebrazione suggestiva e toccante, collocata in un magnifico anfiteatro racchiuso tra le montagne e flagellato dal vento: sembrava il soffio dello Spirito sulla Chiesa di Como, le Figlie della Croce, i betharramiti e la Chiesa tutta a ricordare che una suorina semplice e coraggiosa veniva beatificata per l‘esemplarità delle sue virtù e per diventare un’icona facilmente leggibile da parte di  tutti di come si può vivere il Vangelo, i valori del  servizio, della generosa donazione di sé nella semplicità della vita quotidiana».